Inserito da: creativecaos | Novembre 28, 2008

Videoscendario delle Attività

Il videoscenario delle attività presentato oggi sintetizza in una storia la nostra tesi e i risultati della nostra ricerca:

Inserito da: creativecaos | Novembre 28, 2008

Presentazione del Progetto

Oggi è il giorno della presentazione ufficiale del progetto!

Clickate qui per vedere le slides di supporto

Inserito da: chiary6 | Novembre 26, 2008

Rappresentazione dei metodi nel diagramma di Liz Sanders

Qui di seguito abbiamo tracciato la traiettoria del nostro percorso d’analisi, all’interno della mappa di Liz Sanders
traiettoria1

Inoltre abbiamo tracciato, all’interno di essa, i metodi da noi utilizzati nella fase di analisi.

Il punto principaledella nostra analisi sono state le Personas, le quali hanno mano mano sintetizzato i risulatati di tutti gli altri metodi di user research e poi sono state sitetizzate in un videoscenario dell’attività che ha integrato, inoltre, i risultati degli altri metodi che analizzano l’attività.

liz

http://www.maketools.com/

Inserito da: chiary6 | Novembre 26, 2008

Riassunto dei Risultati e Definizione Tesi

Qui di seguito sono stati riportati tutti i risultati emersi da ogni metodo d’analisi utilizzato. La schematizzazione di questi ci è stata utile al fine di elaborare la nostra Tesi.

diagrammatesi3

Inserito da: creativecaos | Novembre 23, 2008

Aggiornamento Domanda di Ricerca

I recenti sviluppi del progetto hanno permesso di rileggere sotto nuova luce tutto il processo vedendone con più chiarezza i fini: abbiamo quindi aggiornato la nostra domanda di ricerca.

Studio delle evoluzioni nella relazione tra automazione e controllo nell’esperienza di guida: L’automazione può essere una risposta all’evoluzione dell’attività di guida per come si è modificata rispetto al contesto e le tecnologie abilitanti?

1. In che modo l’interfaccia di guida si è evoluta

2.1. Verificare la relazione tra l’aumento dell’automazione nella guida e la percezione del rischio
2.2. Verificare la relazione tra l’aumento dell’automazione nella guida e la percezione di controllo

3. Verificare se l’aumento dell’automazione può supportare, e in che misura, l’attività di guida dell’automobile

Inserito da: creativecaos | Novembre 21, 2008

Cavallo e Cavaliere

Durante il nostro focus group un utente ci disse che la macchina dovesse essere per il conducente come il cavallo per il cavaliere. Questa analogia è corroborata da una medesima riflessione che Don Norman fa nel suo ultimo libro “Il Design del Futuro”:
Il sistema auto+guidatore è una simbiosi uomo+macchina nello stesso modo in cui lo è il sistema cavallo+cavaliere?
Dopotutto, auto+guidatore distingue e separa correttamente i livelli di percezione (viscerale, comportamentale, riflessivo): l’auto assolve al livello viscerale, il guidatore a quello riflessivo, entrambi contribuiscono a quello comportamentale, in perfetta analogia con il sistema cavallo+cavaliere. Proprio come il cavallo è abbastanza intelligente da saper gestire il livello percettivo viscerale del cavalcare anche la moderna automobile è in grado di percepire i pericoli e di controllare frenate, accellerazioni e stabilità dell’assetto.

Il livello riflessivo è perlopiù prerogativa del cavaliere o del guidatore, ma non sempre.
[...]
Quando all’inizio del Ventesimo secolo apparvero le prime auto, il guidatore forniva tutti e tre i livelli percettivi. Con il progresso della tecnologia l’auto è stata dotata di sempre più elementi viscerali, così da potersi occupare della regolazione interna del motore e della miscelazione ottimale di aria e carburante. Poi sono arrivati l’ABS, i controlli di stabilità dell’assetto, il pilota automatico e infine il mantenimento automatico in corsia, e l’auto ha avuto sempre più peso nel livello comportamentale della guida.
Oggi nel sistema auto guidatore l’auto fornisce il livello percettivo viscerale e il guidatore quello riflessivo, mentre entrambi contribuiscono a quello comportamentale.
[...]
Le macchine [oggi] acquisiscono sempre più capacità cognitive ed emotive. [...] [Ma] le persone hanno molte capacità uniche (funzioni psicologiche) che non possono essere replicate dalle macchine, o almeno non ancora. Via via che dotiamo le macchine di maggior intelligenza dobbiamo essere umili e riconoscere i problemi e le possibilità di errore. Distinguere differenze che distinguono funzionamento delle persone e quello delle macchine.

Il Design del Futuro, Donald A. Norman (2008)

Inserito da: creativecaos | Novembre 21, 2008

Quanto usiamo l’auto?

L’attività di guida per come la conosciamo oggi non è la stessa attività di 20 anni fa, questo perchè sono cambiate le attività che sono connesse al suo uso, che come abbiamo potuto osservare durante l’intervista contestuale la modificano profondamente, e perchè, d’altro parte, si è modificato il contesto in cui si guida.

Secondo il 4° rapporto mobilità in italia ci dice che le immatricolazioni sono state 34,6 milioni tra il 2000 e il 2006. il rapporto mostra che nel 2006 il trasporto motorizzato è ancora incrementato e che l’auto privata è prediletta dall’82,8% dei cittadini.

Infatti, a dispetto della crisi economica, nel nostro Paese è sempre boom di auto: secondo l’Annuario Istat lo scorso anno il parco autoveicoli ha sfiorato i 40 milioni (più di 6 auto per ogni 10 persone compresi i bambini), crescendo a ritmo di 2%  all’anno, mentre tra il 1990 e il 2000 il ritmo era addiritura il 4%, il che significa che nel decennio tra il 1990 e il 2000 il parco auto circolante è cresciuto del 50% circa, mentre tra il 2000 e il 2010 crescerà meno ma sempre del 25%. Considerato che parallelamente le offerte per il parcheggio pubblico e privato non sono state altrettanto intense, ne consegue che centri e periferie sono ormai sature di auto in sosta. Aumenta, inoltre in modo costante chi percorre un tratto di strada inferiore ai 10 km e usa in ogni caso l’auto, causando un aumento di traffico. L’auto è tuttoggi, tra i mezzi di trasporto privato, il più utilizzato (usata per recarsi al lavoro dal 69,7%), mentre poco meno di un quarto della popolazione usa i mezzi pubblici urbani, e il 16,8% quelli extra-urbani.

Inoltre la crescita della richiesta di mobilità è raddoppiata negli ultimi trenta anni: dal 1970 al 1998, la mobilità personale giornaliera è cresciuta da 17 a 35 chilometri, ma questo non è seguito da una crescita omogenea delle infrastrutture e delle modalità di trasporto. Tra il 1990 e il 1999: in Europa la lunghezza delle autostrade è aumentata da 39 mila a 49 mila km; in Italia da 6.193 a 6.453 km, mentre la rete ferroviaria si è ridotta in Europa da 160 a 154 mila km, in Italia da 16.086 a 16.041 km (fonte: Unione Europea, 2002).

Inserito da: creativecaos | Novembre 20, 2008

Modelli dell’Attività

Riassunto risultati

Le nuove tecnologie hanno cambiato la natura dell’attività in senso senso-motorio col servosterzo alleggerendo il conducente al livello viscerale, e in senso cognitivo estendendo le capacità percettive con i sensori di prossimità, L’autoparking concorre al livello riflessivo della guida durante il parcheggio.

modellizzazione 1

modellizzazione 2

Inserito da: kippusan | Novembre 19, 2008

Risultati dell’analisi dei diari


Modalità di somministrazione
: Gli operai dell’officina Geronimi di Samedan compilavano una pagina del diario per ogni intervento effettuato

Durata dello studio: 2 settimane

Finalità di utilizzo: Indagare gli errori degli utenti e la loro genesi, ed effetti a partire dei guasti

Campione di analisi: Autovetture immatricolate dal 1987 al 2004

Risultati

1. Comportamenti ricorrenti: noncuranza rispetto a piccoli malfunzionamenti che preludono al guasto.

2. Componenti maggiormente implicati: motore, freni, cambio

3. Cambiamenti diacronici: più frequente il comodato d’uso dell’auto per scopi lavorativi, aggiornamento delle procedure di riparazione(tendenza alla sostituzione dei pezzi a scapito della riparazione)

Analisi dei dati

Come ci suggeriscono gli stessi meccanici dell’officina, oggi, la maggior parte degli utenti, tendenzialmente, non è più proprietaria dell’autovettura.
Le automobili infatti, vengono spesso cedute in comodato d’uso ai lavoratori che necessitano di continui spostamenti: rappresentanti assicurativi, farmaceutici, aziendali, portalettere.
Ciò produce una noncuranza nei confronti dei piccoli sintomi di malfunzionamento che, alla lunga, possono portare a situazioni di pericolo.
Un feedback preciso da parte dell’autovettura, per i guasti più pericolosi per il guidatore, potrebbe informare lo stesso dei rischi che corre trascurando il guasto.

Inserito da: creativecaos | Novembre 17, 2008

Intervista Contestuale al Corriere Espresso Farah

Risultato

Durante l’intervista contestuale è emerso che l’attività di guida è profondamente influenzata dagli obiettivi lavorativi per cui la si svolge: il corriere quasi arriva a non percepire più determinati processi di controllo sull’autovettura, altrimenti gli sarebbe impossibile svolgere il suo lavoro che prevede telefonate, lettura e scrittura di documenti, e comunicazioni e ragionamenti complessi tutti contemporaneamente mentre guida, anche se vorrebbe essere sostenuto da tecnologie, come l’head up display, che lo potrebbero aiutare ad orientare maggiormente l’attenzione nelle varie attività.

Per questo tipo di lavoratori la rapidità e la puntualità delle consegne è l’obiettivo principale quando sono alla guida, e ogni azione è razionalizzata per quello; pena la perdita del posto di lavoro. La sicurezza non sembra avere importanza, semmai lo ha il pericolo di perdere la patente per qualche sanzione. Questo continuo stato di pressione cognitiva è solitamente fronteggiato da questo tipo di lavoratori con dosi “generose” di caffeina. Questo mix di fattori interni con l’aggiunta anche di una situazioni critica, come il tempo atmosferico, si trasforma spesso in incidente e non di rado alla morte. Verrebbe da chiedersi se qui un limitatore automatico della velocità servisse davvero, se non altro a proteggere i lavoratori dai loro datori di lavoro.

1. Introduzione, e warm-up

2. Storytelling sulle situazioni di pericolo

3. La consegna di un pacco

3. Multitasking durante la consegna (cellulare, e consegne ON, cintura OFF) cosa può succedere…

4. Il sonno e i rimedi “naturali”

Articoli precedenti »

Categorie